mercoledì 1 maggio 2013

1° Maggio ( per chi è morto per il proprio lavoro )




Oggi, primo maggio, è la giornata dei lavoratori, una giornata dedicata a chi ha combattuto le proprie battaglie per ottenere un orario lavorativo migliore, per guadagnare un salario più alto, delle contese operaie che devono essere onorate e ricordate per la memoria dei combattenti.
Questi fatti sembrano così lontani da noi, come se appartenessero ad un'altra epoca, come se questi conflitti siano stati eseguiti da persone di un tempo addietro; ed invece dobbiamo accorgerci che questi scontri per un lavoro dignitoso sono solo un amaro ricordo perchè ora, in questo presente, in questo 2013, ci ritroviamo con delle morti bianche sulla coscienza, con delle morti di poveri operai che sono morti per mancanza di sicurezza sul lavoro.
Il fatto a cui mi riferisco, e che mi ferisce molto, è quello che è accaduto di mercoledì scorso quando crollò una palazzina di otto piani a Savar, nella periferia di Dacca, la capitale del Bangladesh.
La palazzina nominata "Rana Plaza" era un edificio che ospitava migliaia di lavoratori tessili i quali lavorano per grosse multinazionali del mercato di moda. Nell'accaduto hanno perso la vita 381 operai, ma sotto le macerie si scavano per cercare i corpi di altre persone, pregando che siano ancora in vita.

Se avete letto i quotidiani saprete che moltissime case industriali italiane sono coinvolte in questo fatto, in particolar modo viene citata la United Colors of Benetton; l'azienda veneta però cerca di svincolarsi dalle proprie colpe fornendo informazioni che non sembrano narrare la verità. In particolare vi è una foto che ritrae un capo della ditta tra le macerie del palazzo che sembra innescare chiari logiche di implicazioni. La foto, scattata dall'Associated Press, diviene una prova dai toni molto chiari; inoltre sembra che l'azienda italiana abbia fatto un ordine di 30mila pezzi proprio in una manifatturiera del palazzo decaduto: Foto United Colors of Benetton.
La Benetton non è l'unica impresa italiana coinvolta, ma ve ne sono presente altre tre, le quali si affiancano ad  altre aziende straniere tra cui la conosciuta Mango e l'inglese Primark. Per fornirvi ulteriori chiarimenti vi consiglio di leggere questo articolo del Fatto Quotidiano, che espone con chiarezza tutte le verità mancate: Il Fatto Quotidiano.

Leggendo e conoscendo questi avvenimenti, personalmente, mi viene una forte rabbia e delusione che si aggrappano alla mia sana coscienza, la quale mi fa capire come questo giro di mercato abbia dei meccanismi completamente errati e mal funzionanti.
La mia predica, e per molti potrebbe essere ipocrita, risiede in un dettaglio molto importante: io non sono contro il lavoro di queste persone, non sono contro il made in Asia, anzi, sono convinta che questi lavori servano più a loro che a noi, perchè sono stata in mezzo a loro e so che cosa voglia dire per loro compiere queste mansioni; quello che mi disturba di più è il fatto che essi siano costretti a lavorare in condizioni pietose non avendo neanche il minimo indispensabile per potreggersi da incombenze.
E' questo che ci dovrebbe far rabbrividire e farci porre due domande nella nostra testa: vogliamo veramente che continuino, in questa età postmoderna, ad accadere fatti del genere? Vogliamo veramente che le loro morti siano di serie B perchè non sono avvenute in un continente occidentale?
Io mi rifuto di stare a questi ingranaggi che forniscono alibi alle multinazionali, nascondendo i loro misfatti e aumentando le tragedie umane. Io mi rifiuto di avere nella coscienza delle morti per un'egoismo occidentale.
Noi, fashion bloggers, dobbiamo alzare la voce e rifiutare di stare ai giochi delle posizioni alte, alzare la voce ed aiutare chi ci concede gli abiti che desideriamo avere, far sentire come l'eco di molti possa scavalcare la loro voce.

Bisogna ammettere anche che le aziende coinvolte nel crollo fanno parte di quella fascia di abiti low cost che io stessa compro. Ma purtroppo, volente o nolente, questo offre il mercato e le condizioni economiche.
Non tutti possono permettersi di comprare abiti di alta moda, i quali saranno anche creati in modo sartoriale e da persone abili e competenti, ma non hanno prezzi che possano soddisfare le esigenze di moltissime persone.
L'ideale sarebbe comprare abiti da negozi che siano eticamente corrette ed i quali non sfruttino operai sottopagati, ma purtroppo anche questi hanno dei prezzi molto alti e non sempre questi negozi sono reperibili nelle città.
Il low cost sembra essere l'unica scelta per moltissime persone, e purtroppo questa è una scelta che non sembra avere alternative. Se così è, è anche giusto che cominciamo, anche a renderci conto delle dinamiche che stanno dietro a questi abiti e fermare i drammi che coinvolgono le vite altrui.

Dobbiamo avere coscienza di ciò che ci mettiamo addosso.

Oggi dobbiamo tenerci a mente che queste persone hanno perso la vita per poter "viziare" il nostro ego occidentale e la possibilità di poter indossare capi all'ultima moda, oggi noi portiamo addosso le loro morti, oggi dobbiamo ricordarci che tutto ciò che abbiamo è grazie a qualcun altro, e questo qualcun altro deve almeno avere la sicurezza di non poter perdere la vita per colpa di avidi imprenditori, i quali non si preoccupano di fornire garanzie di sicurezze lavorative.

Oggi, 1° Maggio, io lo dedico a loro, a chi ha perso la vita per un lavoro non protetto.

See you soon,
4girls

25 commenti:

  1. Ed io ti faccio un applauso, sei molto più intelligente e matua di chi antepone i propri interessi al benessere degli altri, no anche io non ci voglio stare ma è un processo che deve partire da chi lavora per queste aziende o da chi le può far saltare come i giornalisti. E speriamo che ci riescano...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Francesca, io penso che possa essere anche un processo che debba partire da noi, noi che abbiamo libertà di parola e di azione, e conosciamo tutte le dinamiche. Penso che spesso in quei paesi si ignorino determinati fattori di rischio e quindi non si veda nemmeno la possibilità di poter criticare un qualcosa.
      Io vorrei che le responsabilità siano anche un po' nostre, perchè quelle morti rimarranno anche dentro di noi.
      A presto cara!:)

      Elimina
    2. Thanks for your visit :)
      have a nice sunday !


      Http://Fashioneiric.blogspot.com

      Coline ♡

      Elimina
  2. Bello il tuo post... davvero un invito a riflettere e a cambiare!!!
    Un bacio, Paola.

    RispondiElimina
  3. Brava per questo post davvero complimenti! ! Mi faccio sempre un sacco di domande quando acquisto un capo! Mi sento un po' sollevata quando vedo che si tratta di un paese europeo perchè i lavoratori sono almeno un po più tutelati rispetto alla gente dell' est asiatco che lavora constantemente per qualche euro al giorno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Eni, con questo atteggiamento dimostri anche la tua sensibilità riguardo questa tematica.
      E' giusto guardare la moda non sono in un modo superficiale, ma anche donandogli approcci profondi e di interesse internazionale! A presto cara!:)

      Elimina
  4. Brava, la tua è una rifelssione molto profonda, e soprattutto validissima!
    Certo è più facile pensarla così ora che sto leggendo il tuo post piuttosto che quando sto facendo shopping, ma secondo me già il fatto di iniziare a pensarci è qualcosa...
    Un bacio!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensare è un meccanismo che fa parte della nostra coscienza, penso che sia dovuto almeno questo a quelle povere persone morte! Grazie delle tue parole, a presto cara!:)

      Elimina
  5. Perfect ^^


    New post - Kisses
    http://www.mademoisellemode.com/

    RispondiElimina
  6. ottimo post, hai fatto bene a dedicargli del tempo (: Reb, xoxo.

    * Sul mio blog c'è un post dedicato al
    brand SOL REPUBLIC, fammi sapere cosa ne pensi:
    http://www.toprebel.com/2013/05/michael-phelps-steve-aoki-toprebel-for.html

    RispondiElimina
  7. Bellissimo post!Condivido pienamente quello che avete scritto! Almeno voi avete dedicato tempo e spazio ad un evento a cui i mass media non hanno dato l'importanza dovuta!
    Ancora complimenti!Vi seguo sempre!
    Thelawoffashion.it Blog
    Friend and Fan on Facebook
    Let's Twitter Together

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Alessandra per queste tue belle parole!
      I mass media spesso riflettono troppo poco su questioni importanti, e troppo su questioni superficiali!
      Sta a noi informarci realmente sul mondo!
      A presto cara!:)

      Elimina
  8. Good post. I like it
    Andrea Carro MiPerchaPesa.blogspot.com.es

    RispondiElimina
  9. Hi beautiful!! Thank you for stopping by, I really appreciate it like always :)
    Great post babe!!
    Come to see my new post at;
    http://peaceinmyshoes.blogspot.com.es

    RispondiElimina
  10. Grazie mille a tutti per i vostri commenti!

    Thanks very much fot these comments!:)

    RispondiElimina
  11. Such an intresting post, my dear.

    Have a Lovely Day,

    Nicole

    www.nicoleta.me

    RispondiElimina
  12. Non è stata data la giusta importanza dai giornali italiani alle tante persone che hanno perso la vita per il loro lavoro... Sono d'accordo sul fatto che per alcune persone ci sono morti di serie B, credo che per cambiare questo situazione tutti devono iniziare a cambiare mentalità.... Il cambiamento deve partire da noi poi, forse, i media ne parleranno di più...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione! I cambiamenti devono partire sempre da noi!:)

      Elimina
  13. Hi! I would like to invite you to join my giveaway and win a new pair of sunglasses from Firmoo.com!
    Visit me soon! :)
    http://victoria-coeurdor.blogspot.be/2013/05/firmoo-sunglasses-giveaway.html

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...